C’è un particolare tipo di lettore per il quale solo un altro tipo di attività può essere preferito alla lettura di un libro: la lettura di un libro sui libri. O sulla lettura. O sulle librerie, le case editrici, gli scrittori, le abitudini dei scrittori, le correnti letterarie. Penso di far parte di questa schiera di appassionati della metalettura, se così si può chiamare. Prima di leggere un libro, vado a sfogliare con entusiasmo tutte le uscite precedenti, elencate nelle pagine finali, e lo sguardo scivola beato su titoli e autori, impaziente di leggere altre storie, ancor prima di cominciare quella che ho tra le mani. Tra i miei libri preferiti ci sono testi sulla lettura, come Cambiando idea di Zadie Smith, e cado volentieri a capofitto davanti agli elenchi vertiginosi di libri da leggere prima dei trent’anni, almeno una volta nella vita, libri da portare in vacanza e così via.

couvEcco perché non vedevo l’ora di seguire Paola Bisconti tra le pagine del suo testo, Sulle strade dei libri (Esperidi edizioni), avventurosa raccolta di passeggiate lungo i sentieri narrativi del Salento, bussando alla porta delle case dei libri della provincia. E sono certa, sin dall’inizio, di avere esattamente quello che sto cercando: “L’argomento di questo libro non è un argomento ma un’attività: la lettura. Non classificatelo, non lo relegate in una categoria. Esso è scevro da tutto, anche da me che ne sono l’artefice perché questo libro è stato scritto per leggere altri libri”. Cosa si può volere di più?

“Il mare per una navigazione senza ansia dell’approdo, che a volte genera perfino piacere nel naufragio”, cosa può essere se non una libreria? Libreria, come metafora della casualità, ma anche come “luogo del rammarico”, perché quelle strade si vorrebbe seguirle tutte e, almeno temporaneamente, si è obbligati a una scelta.

Leggere tutti i libri presenti in libreria, un’utopia irrealizzabile. Ma se la libreria è una casetta di legno, con una dozzina di testi, ogni volta diversi? È il caso delle Little Free Libraries, straordinaria iniziativa importata nel Salento da Paola, e da suo marito Manuele, inventivo costruttore delle casette letterarie, seminate qua e là, nella periferia di Lecce, per sorprendere con il gesto semplice del raccontare una storia, della lettura ad alta voce. E che sorpresa andare a vagabondare sul sito delle Little Free Libraries, cercarne una nel mio quartiere, a Parigi, e scoprire che non ve n’è alcuna e che solo a Lecce ce ne sono ben quattro, fornite e attive!

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“Se non fossi nata in questo “Sud del sud”, se non avessi interiorizzato il “mio” paesaggio, se le mie non fossero radici meridionali forse non avrei mai sentito la necessità di ricorrere al libro”, spiega Paola. “Ho messo in atto il depensamento distruggendo il pensiero già pensato, già creato, già dato, creando una sospensione dove il riscatto culturale ha avuto atto”. Nomade visionaria, zingara della cultura, Paola Bisconti, zaino in spalla carico di libri, ha iniziato nel 2015 il suo vagabondaggio letterario, novella cantatrice di storie, ha portato la lettura in quei luoghi che ne sono, non per vocazione, ma per triste e rassegnata abitudine, desolatamente privi. Sono le panchine imbevute di noia adolescenziale, in un pomeriggio qualunque, le mani stanche delle badanti venute dall’Est, perenni straniere, intrappolate tra la nostalgia e il dovere, le memorie ingolfate e ricche degli anziani, le dita timorose di riprendere un libro tra le mani. Luoghi impensati.

E, alla fine del viaggio, mi ritrovo tra le mani non solo un libro sui libri, ma una storia fatta di persone, passi lenti, cammini arditi, entusiasmi sussurrati sottovoce e poi esplosi, occhi sorridenti di bambini e inviti al viaggio. Stomaco che si annoda e sussulta al ricordo delle vittime della mafia, di Annalisa Durante di Napoli, di Angelica Pirtoli di Parabita, nomi che purtroppo occorre continuare a ricordare.

Tra le librerie visitate da Paola Bisconti, chi ha viaggiato, o vissuto, nel Salento ritroverà sicuramente il filo della propria storia personale. Ritornando alla libreria Adriatica, vicino porta Napoli a Lecce, dove andavo a curiosare in attesa delle lezioni e da dove provengono tutti i miei libri da studentessa di Lingue e Letterature. Alla libreria Venneri di Casarano, dove si andava a gironzolare nei primi pomeriggi di libertà ai tempi del liceo. O ancora alla libreria Fiordilibro, dove atterrai dopo un viaggio in treno nelle Ferrovie Sud Est e acquistai il mio primo libro di Chatwin, sulla Patagonia, sognando ancora altri viaggi, sicuramente altri libri.

Quando voglio legarmi al dito una città, per non dimenticarla, di solito ci compro un libro. Ci sono almeno una cinquantina di storie, nella mia biblioteca, e per ognuna saprei indicarne forse non la data, ma il colore del cielo, il mio stato d’animo. Ero sola o in compagnia? Ero in viaggio? Ero felice oppure no? I libri raccontano più storie di quante non si creda.

Per seguire Paola, sulle strade dei libri, leggete il suo blog e non perdetevi il meraviglioso tg letterario dei suoi bambini sul suo canale YouTube

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