Melograni, ma non solo. A Palmariggi, la seconda domenica di ottobre, si celebra l’arrivo dell’autunno, con i suoi colori e i suoi profumi. Da circa 45 anni ormai l’associazione omonima allestisce in piazza “Lu Paniri te e Site” , con le ricette della tradizione, dal succo di melograno alla prelibata carne di maiale.

Un rito quasi pagano, dal sapore ancestrale e mitologico, è quello che celebra il frutto autunnale per eccellenza: il melograno, principe della festa a Palmariggi nell’ormai tradizionale appuntamento de “Lu Paniri te e site”, tre giorni di gioia, musica, buon cibo e condivisione, in un’atmosfera bucolica e pastorale, da novella Arcadia. Si schiude allora la ruvida scorza del melograno, in un tripudio di profumi d’autunno, tra i campi ancora intrisi degli odori della vendemmia e il maturare del cotogno e del corbezzolo, come se la natura, sopravvissuta al caldo estivo, riprendesse fiato, vita e colore.

Regina e musa ispiratrice del menu è la melagrana, da sempre simbolo di fertilità e d’abbondanza. Frutto che sboccia alla fine della bella stagione, ma soprattutto con pochissima acqua e su terreni aridi e brulli, è una sorta di pianta del miracolo, un vero e proprio dono della natura. E la scienza lo conferma, viste le numerosissime proprietà antiossidanti e vermifughe e l’alta concentrazione di vitamine. Un frutto, che da sempre, vista la prossimità dei semi al suo interno, rappresenta anche la produttività e l’unità del popolo.

A Palmariggi, il versatile frutto del melograno è declinato in tantissime ricette: crostate, dolci, marmellate, mousse, ma anche primi e secondi piatti insaporiti dal vitaminico succo di melagrana e il raffinato “vinum granatus”, vino aromatizzato con arilli di melagrane, prosecco con succo di melagrana. E poi, tutto l’immancabile contorno di pietanze ispirate ai colori dell’autunno e alle verdure di stagione: le cicorie “creste” di campagna con carne dei maiale, le caldarroste, i “pipirussi”, i pezzetti di cavallo, il pane di grano con ricotta forte e alici, carne alla brace, gli “mbruscatizzi” di agnello, i “lacci” e tanto buon vino locale.

Tutta la cittadinanza contribuisce alla buona riuscita della festa, dalla raccolta dei frutti del melograno alla preparazione delle tante ricette, fino all’allestimento degli stand in piazza. Da non perdere, infatti, è anche l’appuntamento della domenica mattina con la fiera mercato, cuore antico della festa, con gli stand e le bancarelle dei produttori locali e lo storico giornale della festa, stampato a numero unico, dalla fervida associazione a capo dell’organizzazione.

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