Una scacchiera, una manciata di giunchi tra gli scogli, un rosario di barche attraccate al porto e il sole che cala lentamente dietro la misteriosa Isola di Pazze. Torre San Giovanni, cuore della marina che porta lo stesso nome, da cinquecento anni assiste impassibile alle sorti alterne delle sue spiagge, un tempo avamposto militare, oggi ambito posto al sole di vacanzieri provenienti da tutto il mondo.

Per volere di Carlo V, timoroso dei saraceni, la torre è stata eretta nel 1565 su un promontorio che divide in due la costa ugentina, lasciando a nord gli scogli e a sud la sabbia finissima. Da fiera sentinella di pietra, consacrata a San Giovanni, in virtù dell’affresco che lo raffigura, la torre, a pianta ottagonale, è stata poi mutata in faro, con la caratteristica decorazione a scacchi bianchi e neri, per allertare i marinai delle pericolose secche che si nascondono proprio in prossimità del porto. Oggi, la torre è sede della Guardia Costiera, nonché l’originale scenografia del presepe, allestito tutti gli anni a Natale, della Festa dell’Emigrante, tradizionale ricorrenza dell’estate salentina, e della Madonna dell’Aiuto, la seconda domenica di agosto, quando la Vergine saluta la torre dalla festosa paranza che la conduce lungo la marina, nella bella processione in mare.

Torre San Giovanni non è solo marina, ma anche frazione di Ugento, che d’inverno conta poco più di 400 abitanti, mentre d’estate raggiunge incredibilmente il picco dei 50.000 residenti. Solo da qualche anno, la marina ha ottenuto una sorta di riconoscimento d’indipendenza dalla vicina Ugento, nonché la possibilità di dotarsi di servizi importanti per la popolazione che vi abita tutto l’anno.

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L’antica Ozan

Antico porto romano, Torre San Giovanni conserva i resti sparuti delle mura messapiche che un tempo cingevano il porto e, di recente, sono state rinvenute anche tracce di un insediamento romano. Attracco strategico, utilizzato anche durante le guerre che hanno segnato la costa ionica sin dai tempi in cui la vicina Ugento si chiamava Ozan, la marina, prezioso scalo militare, non ha resistito all’assedio di un avversario ben più insidioso: la zanzara anofele, la cui riproduzione selvaggia nelle vicine zone paludose ha permesso lo svilupparsi di una terribile epidemia di malaria.

Solo durante il periodo fascista, con le numerose bonifiche, la Torre è tornata ai suoi proprietari, i pescatori, che hanno costruito le prime case intorno al porto, mentre a partire dagli anni Settanta la torre ha risvegliato anche l’interesse dei turisti. E non solo. Da qualche decennio, infatti, la marina purtroppo, che ha respinto i saraceni e sconfitto la malaria, non riesce a vincere il soffocante abusivismo edilizio, che ha sacrificato senza scrupoli chilometri di costa, pur di innalzare l’ennesimo residence, e parti dell’antico porto, per poter consentire sempre più posti barca, nonché l’avanzare di lidi e spiagge attrezzate dal buon gusto discutibile.

Nei profumi della macchia mediterranea

Per fortuna, l’erosione della costa e l’avanzare antropico non ha ancora intaccato il Parco naturale regionale Litorale di Ugento, che si allunga tra Torre San Giovanni e Lido Marini, un paesaggio segnato dalle dune, dai famosi patuli, le zone paludose, i bacini, rifugio di cavalieri d’Italia, aironi, paglierini, faine, tassi e volpi, illustrato da specie vegetali preziose, come le orchidee, il fiordaliso di Creta, narcisi, gigli delle dune e corbezzoli.

Partendo dalla torre, nei giorni miti di primavera, quando il sole è più clemente, si può cominciare l’esplorazione della marina, che si estende dalla località Mare Verde a nord fino alle Fontanelle, a sud, perdersi nel dedalo di canali e bacini che hanno favorito la bonifica, tra i profumi della macchia mediterranea che popola la pineta, scoprire calette e spiagge libere, meravigliarsi dell’incanto della vegetazione marittima nei 1600 ettari di parco naturale, cavalcare le dune di sabbia e tornare al mare in tempo per salutare il sole.

Qui, l’inizio del viaggio e le storie sulle altre torri costiere del Salento. 

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